Nel mare tra le macerie del “Roma”

Oggi è un’area circondata da boe, corde, paletti e un cartello indica: “ATTENZIONE SCOGLI”. Ma quegli scogli, ospitati dal mare antistante lo stabilimento Lido, lungo l’asse di Via degli Acilii che si conclude con la facciata della Chiesa di Regina Pacis, sono le fondazioni della rotonda dello Stabilimento Roma.

Con un’immagine satellitare dell’area si intravede la struttura della piattaforma che ospitava la rotonda. Le rovine, dopo l’esplosione degli edifici, ad opera dell’esercito tedesco nel dicembre del 1943, rimasero accatastate per diversi anni.

Tante famiglie nel dopoguerra, basta vedere il film Domenica D’Agosto girato nel 1949,  si ritrovavano a fare il bagno a due passi dalle macerie e un cartellone allertava i bagnanti così: “ATTENZIONE PERICOLOSO NON ACCOSTARSI ALLE MACERIE”. (nella foto Piero Spinelli accanto alle rovine del “Roma”)

Per rimuovere i piloni di sostegno della rotonda a mare si sarebbero dovute utilizzare delle cariche esplosive che avrebbero potuto provocare pericoli o danni alle vicine abitazione sul lungomare. Per questo le fondazioni non furono mai rimosse e nel 1953, dopo ipotesi di ricostruzioni del “Roma” e nuovi progetti, lo stabilimento venne frazionato nei due impianti denominati “Lido” e “Marechiaro”. Per molti anni quelle rovine a due passi dall’arenile sono state l’attrazione principale di molti lidensi per la raccolta delle cozze e il divertimento dei bambini che si tenevano alle corde tra i piloni respingendo le onde del mare.

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