La bomba sugli scavi di Ostia Antica

L’ordigno che venne sganciato, volutamente o per errore, dagli alleati e che finì al centro della strada di Via Angelo Celli non fu l’unico a colpire il territorio di Ostia. A pochi chilometri, nella zona delle campagne, ne furono lanciate altre.

I danni provocati dall’ordigno sganciato dagli aerei alleati nel Maggio del ’43 in Via Angelo Celli. (L’immagine è navigabile, clicca per ingrandire e vedere i dettagli)

La bomba di Via Celli fece scalpore perché esplose a pochi metri dalle abitazioni. Erano le 22:00 della sera di primavera tra il 21 e il 22 maggio del 1943, Ostia non era ancora stata dichiarata ufficialmente “zona di guerra”, lo sarà un mese e mezzo dopo, il 4 luglio dello stesso anno.

L’esplosione non fece vittime e nemmeno danni ma procurò tanto spavento, formando una buca di circa dieci metri di diametro per oltre due metri di altezza.

Non è mai stato chiarito se l’ordigno fosse stato sganciato volutamente o per errore. Bisogna però considerare che a poca distanza, tra decine di civili abitazioni, alloggiava il comando tedesco.

Ma una bomba che non esplose, e che poteva distruggere parte del patrimonio archeologico di Ostia Antica, fu sganciata, a pochi metri dal teatro e lungo il decumano, nel gennaio del 1944.

Ritrovamento della bomba inesplosa negli scavi archeologici di Ostia Antica. (L’immagine è navigabile, clicca per ingrandire e vedere i dettagli)

Queste situazioni erano abbastanza frequenti se consideriamo che gli aerei alleati in ricognizione sorvolavano il litorale già dai mesi estivi del 1943 e se teniamo conto che l’area circostante agli scavi archeologici, così come l’arenile di Ostia, ospitavano bunker e opere anticarro in cemento armato tedesche.

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