L’ultima stagione del “Roma”

Considerato uno degli stabilimenti balneari più eleganti d’Europa e denominato “il salotto di Roma sul mare”, fu ufficialmente aperto il 10 Agosto del 1924. L’edificio progettato dall’architetto Giovan Battista Milani era composto da un edificio su fronte strada che ospitava la biglietteria, la sala caffè e lettura, la posta e il telefono; un pontile largo 6 metri e lungo 62 metri che collegava l’ingresso con la rotonda a mare; e dalla rotonda di due piani che ospitava al piano terra un ristorante di forma circolare di 250 coperti, e al piano superiore un altro grande ambiente coperto a cupola destinato a sala da ballo, palestra e sala convegni.

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Foto aerea del 1932

Lo stabilimento copriva una superficie di 1000 metri quadrati e i bagnanti potevano disporre di 400 cabine di diversa tipologia e dimensione, distribuite in tre settori: Il settore “spiaggia di ponente e di levante”, ai lati della struttura balneare,  che ospitava le cabine di tipo A; il settore “piazzale Viareggio” a sinistra dello stabilimento con le cabine di tipo A – B – C – D; e il “periferico” settore “piazzale Marechiaro” che ospitava le cabine di tipo E.

I bagnanti, inoltre, potevano usufruire di camerini giornalieri e di “casottini tenda”, che dal nome dello stabilimento vennero chiamati “Tende Roma”. Erano costituiti dai classici ombrelloni da mare ai quali poteva essere applicato un telo laterale a formare una cabina spogliatoio in stoffa.

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L’arenile e le “Tende Roma”

Quanto costava l’abbonamento stagionale di una cabina al “Roma”?

Da un documento storico riscontriamo che nel 1943 il costo a persona di una cabina di tipo E (denominata capanno) e ubicata nella parte di arenile più distante dalla struttura centrale “piazzale Marechiaro”, era di almeno 1.700 Lire (anticipo + saldo), che corrisponderebbe oggi a circa 540 Euro. Il “fitto” aveva una durata di 7 mesi (dal 1 aprile al 31 ottobre).

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Ricevuta di pagamento a saldo del fitto Capanno di tipo E n. 112 in data 12 Maggio 1943

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Il 1943 sarà l’ultimo anno di vita dello stabilimento “Roma”, distrutto dai nazisti nella notte tra il 12 e il 13 dicembre in difesa di un ipotetico sbarco degli alleati a Ostia.

Le rovine rimasero sull’arenile per alcuni anni e ancora oggi, dalle immagini dall’alto, è possibile intravedere le fondazioni della rotonda sommerse a pochi metri dalla spiaggia. (leggi Nel mare tra le macerie del “Roma”)

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